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Orti in città: piccoli e sostenibili

Orti in città: miniature per rallegrare l’estate in modo sostenibile

Orti in città, ci siamo! Chi ha un bell’orto ora può godere dei frutti dell’estate! Pomodori, melanzane, peperoni e zucchine sono i tipici ortaggi che rinfrescano i pranzi estivi e allietano la tavola durante le classiche mangiate agostane.

Coltivare un orto, tuttavia, significa anche vivere a stretto contatto con la natura, conoscerne i ritmi, stare all’aria aperta. Certo che se non si dispone almeno di un balcone per collocare alcuni vasi o applicare qualche soluzione verticale, diventa difficile togliersi queste soddisfazioni orticole. Con un po’ di fantasia, però, possiamo cercare di sfruttare anche gli spazi più piccoli, magari ricorrendo a soluzioni fai da te, capaci di coniugare passione e sostenibilità.

Allora, proviamo a ingegnarci e realizziamo micro-orti con materiali di semplice reperibilità.

Al posto di un tradizionale semenzaio, i più arditi possono optare per… gusci di uova! È sufficiente rompere l’uovo – il contenuto lo utilizzeremo in cucina come meglio crediamo – e recuperare le due metà, all’interno delle quali inserire terriccio leggero e semi di basilico, salvia e altre aromatiche. Potremo posizionare i gusci sugli appositi portauova: il risultato sarà un allegro orticello aromatico. Nei gusci, in realtà, possiamo seminare qualsiasi specie che, una volta raggiunte le dimensioni adeguate, sarà trapiantata in vasi più grandi o nell’orto. In questo caso non dovremo preoccuparci nemmeno di eliminare i gusci dal momento che sono perfettamente biodegradabili.

Se la manualità non è il nostro forte e incontriamo difficoltà a rompere le uova in due metà perfettamente utilizzabili, allora possiamo ricorrere direttamente ai portauova in cartone. Un sistema semplice e veloce per ottenere micro orti in città!

Anche i vasetti dello yogurt possono essere un originale semenzaio di riciclo. In questo caso dovremo ricordarci di praticare alcuni fori sul fondo, altrimenti vi saranno continui ristagni di acqua con il conseguente sviluppo di malattie fungine o di asfissia radicale. Un discorso analogo vale per le bottiglie di plastica, forse uno dei rifiuti prodotti in maggiore quantità: una volta tagliate a metà, se ne usa la porzione inferiore (quella senza tappo) facendo dei buchi al fondo.

Se le soluzioni viste sinora sono più adatte a un semenzaio che a un orto vero e proprio, con le cassette di frutta possiamo fare un salto di qualità. Quelle di legno sono più ecochic, ma vanno benissimo anche quelle di plastica, sempre di riciclo si tratta! Sulla base della cassetta andrà posizionato un telo di juta e quindi uno di plastica opportunamente sforacchiato per garantire l’allontanamento dell’acqua in eccesso. Uno strato di argilla espansa (sul fondo) e uno di terriccio sciolto costituiranno il substrato per far crescere i nostri ortaggi. Se vogliamo lanciarci in una soluzione più hi-tech possiamo inserire un tessuto non tessuto sopra il telo di plastica e tra argilla e terriccio, in modo da mantenere gli strati ben separati ed evitare perdite di terreno indesiderate.

Che dire poi dei secchielli che vanno tanto di moda negli ultimi anni nelle abitazioni in stile rustico? Sono la scelta ideale per realizzare orti in miniatura dal sapore country, soprattutto se utilizzati per coltivare profumate aromatiche.

Chi invece dispone di una parete, magari ben esposta nei confronti della radiazione solare, può valutare l’opportunità di creare da sé un orto verticale. I bancali di legno – i cosiddetti pallet – sono in voga nell’arredamento fai da te: perché non metterne uno in piedi, rivestirne le pareti laterali e quella di fondo con un robusto telo di juta e inserirvi all’interno del buon terriccio? Se avremo la pazienza di irrigare con regolarità potremo farvi crescere senza troppe difficoltà lattughe, radicchi e fragole.

(Articolo redatto per il numero 7/2016 del mensile RatioFamiglia, www.ratiofamiglia.it)

Vedi anche: “Orto giardino, utile e dilettevole”.